Era il 1979 quando è nato “Allegro con Moto”, costituito per lo più da giovani residenti nel quartiere Vanchiglia / Vanchiglietta di Torino, come gruppo quartierile di volontariato con l’interesse comune verso la ricerca sull’espressione corporea e la pratica motoria.

Attraverso la presenza costante nel quartiere, le relazioni con i ragazzi, l’osservazione delle mutazioni sociali in atto si è constatato quanto l’Istituzione, per una burocratica rigidità che la caratterizza, non riuscisse a cogliere in tempo utile i bisogni reali dei cittadini ed in particolare dei giovani. Da qui la costituzione del Circolo Allegro con Moto, con l’obiettivo di attivare punti di riferimento sul territorio (palestre, spazi abbandonati, piscine…) all’interno dei quali le attività proposte non fossero fini a se stesse, ma creassero opportunità di socializzazione e valorizzazione della “relazione” per la costruzione di gruppi nel tempo libero. Le proposte si basavano soprattutto sull’esperienza motoria che, per la sua immediatezza di linguaggio, era già di per sè un valore di relazione primaria e non solo, come da più parti viene individuata, uno strumento di scarico di tensioni accumulate.

Col procedere delle esperienze e la presenza nel quartiere si delineavano sempre di più, da una parte, le esigenze e le problematiche dei giovani e, dall’altra, si constatava come l’Istituzione avesse sovente una “visione settoriale” dell’individuo considerato secondo le varie “parti malate” delle quali si occupava il Servizio specifico (droga: tossicodipendenze; disturbi mentali: psichiatria infantile – adulti, ecc…) ; conseguenza della suddetta visione settoriale, quale era il non riconoscimento della persona nella sua globalità. Tale modalità confermava a più livelli un atteggiamento di stato assistenziale, più che di stato sociale volto quest’ultimo a raccogliere e valorizzare le energie della gente.

Con l’andare del tempo, questi stessi motivi hanno consolidato la convinzione per cui creare un’esperienza di “privato sociale laico” fosse molto importante al fine di stimolare l’istituzione, attraverso un confronto vivace tra le realtà istituzionali e le esperienze con la gente.

La mancanza di spazi, la “chiusura” di quelli storici (vedi oratori) per i mutati bisogni motivazionali, fecero emergere da più parti l’esigenza di creare per i ragazzi dei riferimenti
continuativi e non sporadici o saltuari, nell’arco dell’anno, quali potevano essere i Centri Estivi o i corsi sportivi. Assumeva così maggiore consapevolezza l’idea di utilizzare le strutture istituzionali e gli spazi abbandonati per convertirli in ambienti che potessero accogliere esperienze per e con i ragazzi. A tale proposito nel 1984, dopo una lunga gestazione, si concretizzava a livello politico – istituzionale nell’ex 8^ Circoscrizione ( Vanchiglia-Vanchiglietta ) un intervento denominato ” Progetto Pilota “ di Prevenzione alle Tossicodipendenze il cui scopo era quello di coordinare e creare una rete tra i Servizi Istituzionali e le risorse non istituzionali che operavano sul territorio, al fine di giungere ad una visione più completa della realtà giovanile quartierile, partendo dai diversi ” osservatori ” privilegiati.

Nelle modalità di lavoro definite dal “Progetto Pilota” furono costituite diverse Unità Operative (Scuola, Tossicodipendenza, Psichiatria, Lavoro,…) composta ognuna dai rappresentanti istituzionali e non, agenti sul territorio che rappresentavano la prima esperienza di confronto tra le varie realtà operanti. Ci√≤ permise di mantenere ed ampliare la “rete di intervento” tra i Servizi e di definire un linguaggio comune.

Nel 1985 si costituì la cooperativa Allegro con Moto anche per offrire una continuità lavorativa a chi aveva fino ad allora operato in volontariato.

Le esperienze progettuali della Cooperativa “Allegro con Moto” sono nate come tanti interventi legati uno all’altro: Progetto Giovani, Educativa Territoriale, Progetto Extrascolastico per la Scuola Elementare, Progetto Movimento Primo Lavoro (in collaborazione con le Acli) , attività formative e di sensibilizzazione con gli adulti, interventi educativi e motori rivolti a disabili …, con l’intenzione di ascoltare e di rispondere alle esigenze che via via i cittadini del quartiere manifestarono, legate anche, e soprattutto, al bisogno e alla ricerca della relazione tra le persone.

La cooperativa aveva, ed ha tutt’ora, lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi di cui alla lettera A dell’art. 1 della Legge 381/92 e allo svolgimento di attività affini ed analoghe.

Il percorso della Cooperativa ideale ed esperienziale sin qui brevemente presentato è semplice e coerente ed attuato con la consapevolezza dell’importanza di essere presenti sul territorio come professionisti che leggono e ascoltano i bisogni e le esigenze delle persone per riportarli all’Istituzione come Progetti che diano servizi concreti e di qualità ai cittadini.

 

Comments are closed.